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Torino 28/03: mai con salvini. Immagini, video e audio dal corteo

A poco più di 100 metri dalla partenza il corteo viene caricato dalla polizia

 

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28 febbraio: Roma rigetta Salvini, Milano prende una boccata d’aria buona

È con il cuore carico di soddisfazione che in questa domenica di fine inverno pensiamo alla bella giornata di ieri, a come la sinergia di ragionamenti, sigle e contenuti diversi abbia saputo intrecciare un discorso ampio che vada aldilà della sommatoria delle sue parti.

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28/02: MAI CON SALVINI / DIGNITA’ PER IL LAVORO

20150219_021522Eccoci arrivati all’ultima tappa del tour salviniano che, dopo sicilia e campania, si appresta a percorrere le vie della capitale. Si resta spaesati ad un primo colpo d’occhio nel veder la LegaNord in cerca di consensi tra le cicale del sud Italia e in quella Roma ladrona colpevole di tutti i mali dell’industrioso nord. Basta tuttavia fermarsi a ragionare un minuto e far mente locale per ricordarsi di chi stiamo parlando… 20150219_03060420150219_033449La destra reazionaria non ha mai né una teoria organica, né una tattica politica coerente, le quali due cose possono variare all’occasione nella forma e nei contenuti, ma ciò che resta invariato è la sua funzione: la Continua a leggere

Bologna rinnova la sua avversione a Lega e altri fascisti

Per la mattina di sabato 8 novembre, il leghista Salvini ha annunciato la sua presenza, scortato da Casa Pound, nell’area abitata dalla comunità sinti in via Erbosa, nella prima periferia nord di Bologna. Tale attacco è stato preceduto da dichiarazioni pregne di xenofobia e razzismo, oltre che dall’ignobile ed offensivo gesto di invasione dell’area da parte della consigliera Borgonzoni. L’accordo di queste due forze politiche razziste e reazionarie si rinsalda quindi ulteriormente dopo la manifestazione del 18 ottobre a Milano, la quale ha dimostrato una rinnovata capacità di mobilitazione di piazza da parte di questi soggetti.

La campagna Noi Restiamo porterà il suo sostegno umano e politico in via Erbosa, assieme ai tanti compagni e alle tante compagne che hanno intenzione di costruire un’opposizione chiara  alla provocazione di fascisti e xenofobi. I quali, nei quartieri popolari come la Bolognina, cercano di allargare il proprio bacino elettorale e di militanza, ottenendo un preoccupante e pericoloso aumento del consenso, anche grazie alla sponda mediatica del principale quotidiano locale. Questi dati di partecipazione sono infatti da tempo un campanello d’allarme, che travalica i risultati delle ultime elezioni, quando in molti dichiaravano ormai conclusa l’ascesa della Lega Nord. Questa è ormai decisa a candidarsi come partito nazionalista sull’esempio del Front National della Le Pen in Francia.

La dinamica messa in piedi negli ultimi tempi dalla Lega, si alimenta di una ritrovata linfa grazie al discorso politico conservatore e antipopolare legittimato definitivamente dal governo Renzi e dall’attacco frontale che dal suo Pd viene condotto ormai spudoratamente contro i soggetti deboli di questa società e contro ogni forza organizzata che a suo modo tenti di frenarne l’onda d’urto. Enormi spazi si stanno aprendo a destra in conseguenza dell’operato della classe dirigente, e della sua rappresentazione politica, che attualmente controlla il paese. Da un lato, le forme e i modi agiti da questa forza politica che si candida ad essere Partito della Nazione, custode del “patto tra produttori”, sdoganano un vocabolario denso di contenuti reazionari, come preoccupantemente riconfermato dall’orazione che il primo ministro e il presidente della Confindustria hanno tessuto di un’inquietante retorica in una recente occasione pubblica a Brescia. Dall’altro lato, questo stesso vocabolario viene allora fieramente rivendicato da soggetti dichiaratamente fascisti, i quali ne fanno strumento per raccogliere consenso proprio tra coloro che vengono esclusi dai nuovi processi di accumulazione di ricchezza dentro la crisi che si fa sistema nel contesto della competizione globale. A questo punto diventa facile per l’estrema destra rilanciare l’accusa di “tradimento della patria e del suo popolo” proprio contro quello stesso governo che ha rilanciato queste categorie per dichiararsene difensore. I processi produttivi sono molto più concentrati, aggressivi e meno includenti di quanto le società europee non si siano abituate a vedere durante l’epoca d’oro del fordismo keynesiano e dei suoi lunghi strascichi. Pertanto, vecchi e nuovi fascisti, i quali oggi sono consapevoli delle difficoltà e delle lentezze che incontra il tentativo (assunto in Italia dal Pd) di rinsaldare gli interessi di una classe imprenditoriale di livello continentale, trovano terreno fertile per sferrare il loro attacco.

Salvini, di fronte a una destra istituzionale impantanata nel tentativo di reinventarsi un ruolo oltre le larghe intese, nelle quali il Pd copre uno spazio sempre maggiore anche da solo, da tempo ormai sta spogliando il suo partito della facciata di presentabilità che si era dovuto dare quando concorreva alle formazioni di governo. Sfodera così un nuovo slancio nella gestione del malumore diffuso in ampi strati di società, catalizzando intorno a sé le forze dichiaratamente fasciste, le proteste forcaiole e l’attenzione della destra populista attualmente indebolita, proponendo un’alleanza sociale e politica che risulterebbe fatale qualora dovesse dispiegare le sue reali possibilità nell’attuale contesto della crisi.

Al momento Bologna è già stato laboratorio quantomeno elettorale di questo tentativo. Esso deve essere prontamente rigettato da quella stessa composizione ampia di forze antifasciste, di lotte dei lavoratori, dei precari e dei migranti che hanno dato vita in queste settimane a momenti importanti in città così come in occasione della mobilitazione antifascista del 25 ottobre a Verona, il cui sindaco leghista e in odor di fascismo presenzierà giovedì 13 proprio in Palazzo d’Accursio ad un’assemblea convocata sui temi cari a questi soggetti.

Non aver paura di sporcarsi le mani affrontando i nodi politici della contemporaneità, riconoscere il ruolo dell’Unione Europea e dei suoi governi come soggetti politicamente caratterizzati per attaccare le fasce più deboli della società, costruire un’ipotesi credibile per uscire a sinistra da questa crisi che non vede la fine. E’ questo l’unico modo per contrastare realmente l’irresistibile ascesa che la propaganda reazionaria di vecchi e nuovi fascismi sta avendo anche tra settori di classe sempre più impauriti e lasciati a se stessi.

 

Noi Restiamo – Bologna

 

La piazza di Bologna rifiuta le provocazioni e l’odio leghista

 

Questa mattina, gli occupanti organizzati con Asia-USB in presidio davenerdì mattina all’interno di palazzo d’Accursio per chiedere alle istituzionicittadine il riallaccio delle utenze nelle occupazioni di via Toscana e via XXIaprile, si sono trovati in pessima compagnia. Infatti, i maggiori esponentidella Lega Nord bolognese hanno avuto la trovata di piazzare un gazebo davantiall’ingresso del Comune di Bologna, ed esporre uno striscione: “Acer: prima lanostra gente”. Presenti Facci, Scarano e Bernardini, che da facebook pontifica: “liberiamo il Comune, Bologna ai bolognesi”…

La rispostadegli occupanti non si è certo fatta attendere: il gazebo è stato accerchiatodagli striscioni e dalle bandiere degli attivisti per il diritto all’abitare, ein breve tempo sono accorsi compagne e compagni della maggior parte dellerealtà politiche e sociali antagoniste bolognesi a portare la loro solidarietàattiva.

Il messaggioè risuonato forte e chiaro, scandito dal megafono: nessuno spazio per fascistie razzisti, nessun dialogo con chi fomenta la guerra tra poveri, nessunacollaborazione con chi disprezza la diversità e cavalca il malcontento socialemontante per diffondere l’odio razziale. Nessun rispetto verso chi sfrutta ildramma di centinaia di famiglie, il dramma di non avere un posto in cuidormire, per meri fini propagandistici ed elettorali.

Davanti aPalazzo d’Accursio è stato ribadito più volte da oltre duecento persone:migranti, studenti, militanti politici e sindacali, occupanti, ma anchecittadini comuni, anziani e turisti che, incuriositi dall’assembramento, sisono avvicinati a solidarizzare con la causa degli occupanti.

E a dirlatutta, nel momento in cui è stato chiaro che la piazza bolognese, per una voltasveglia e attiva in quello che è stato a tratti un dibattito collettivo,rifiutava il messaggio di odio e paura proposto a suon di insulti e grida, gliesponenti del partito hanno cambiato faccia, chiedendo proprio dialogo ecollaborazione.

Quel chehanno richiesto tutto a un tratto agli attivisti è stato un “franco confrontotra realtà politiche all’opposizione”…

Come se chilotta per un diritto che non ha nazionalità né etnia potesse discutere davantia una tazza di tè con chi pratica discriminazione e lucro.

Nessunospazio dunque, a chi ha votato la legge Bossi-Fini, a chi ha istituito queilager di stato che si chiamano CIE, a chi chiede di “sparare a vista” contro ibarconi.

Una voltaresisi conto che il loro teatrino non sarebbe potuto andare in scena, visti inumeri soverchianti e la ferma volontà delle compagne e dei compagni presentidi non cadere nelle loro infantili provocazioni, Bernardini e soci hanno pensatodi accettare (dopo qualche insistenza) il consiglio rivolto loro dalla piazza.Così, dopo circa tre ore di fronteggiamento, scortati da Digos, polizia ecelere, hanno smobilitato il gazebo e se ne sono andati, questa voltasconsolati per non aver potuto esibire ai Bolognesi il loro repertorio xenofoboe fascistoide.

Accompagnati,e non è uno scherzo, dalla trotterellante banda della festa dei bersaglieri inpiazza Maggiore.

 

 

NOI RESTIAMO,28/9/2014

Solidarietà al Barattolo: per un quartiere aperto e contro l’intolleranza

Esprimiamo la nostra solidarietà al Barattolo di via del Borgo di San Pietro per il danneggiamento subito la notte del 28 giugno. È chiaro a tutti che il gesto non è stato solo un attacco di semplici vandali, ma data la particolarità del locale, un importante spazio LGBTQ, è riconducibile a un clima di intolleranza che sentiamo pericolosamente venire aumentando, aizzato dalla nascita di «comitati anti-degrado» e prontamente cavalcato da quelle organizzazioni che in questa città sopravvivono solo sventolando la bandiera del razzismo, dell’omofobia e, in generale, dell’odio per ogni forma di diversità, dalla Lega Nord a Forza Nuova. Anche questa volta notiamo come un gesto di questo tipo non desti l’attenzione dei giornali locali o la solidarietà delle istituzioni comunali o dei partiti «democratici», indignatissimi però quando ad andare in frantumi è la vetrina della sede di un gruppo dichiaratamente neo-fascista.
Non vediamo molta differenza tra azioni come questa e l’attacco che la Lega Nord sta facendo contro le occupazioni abitative nel quartiere, minacciando l’intervento fisico per provocare un possibile sgombero.
A queste squallide provocazioni rilanciamo l’idea di un quartiere solidale e libero da ogni forma di discriminazione

Noi Restiamo