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NoExpo: comincia la mobilitazione, nonostante i divieti

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Sabato 17 Gennaio a Milano si è svolta con successo la prima assemblea verso l’apertura di Expo prevista per l’1 maggio, assemblea estremamente partecipata nonostante i migliori sforzi del Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca. Questi infatti aveva disposto ieri la chiusura della Statale, dove la due giorni avrebbe dovuto avere luogo, per tutta la durata del weekend, per la “sicurezza di studenti, personale e docenti”.

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“Mille in piazza contro Casapound”

Scritte sulla sede del quartiere S.Stefano e passaggio vicino ad Atlantide sotto sgombero. Petardi verso la sede neofascista in via Malvolta ed infine occupazione temporanea di un distributore abbandonato.

Bologna-20140524-00045-405x303Un migliaio di persone, secondo le stime degli organizzatori, hanno preso parte oggi pomeriggio alla manifestazione promossa da Bologna Antifascista per tornare a scandire un chiaro e determinato “no” alla presenza di Casapound e altre formazioni neofasciste in città. In testa al corteo lo striscione  “Nessuno spazio ai fascisti, per un mondo di liber* e uguali. Bologna antifascista”. Più indietro, numerosi altri striscioni: “Contro ogni fascismo”, “Nazifascisti deponete le armi o perirete”, “+ Atlantide, – Casapound”, “Mujeres libres unite contro preti e fascismo”.

Accompagnati da fumogeni colorati e dalle percussioni della SamBalotta, i manifestanti imboccano via Santo Stefano per dirigersi verso il quartiere Murri: “Vogliamo chiudere per sempre la sede di Casapound e negare con forza ogni spazio ai fascisti”, si urla dal sound system. Il corteo si ingrossa e all’altezza del Baraccano, sede del quartiere Santo Stefano, scatta la prima azione comunicativa con una scritta tracciata sulla parete:  “L’antifascismo non si delega, chiudere tutti i covi fascisti”. Il quartiere Santo Stefano, infatti, “propaganda sui media fobie razziste, cerca di normalizzare ogni esperienza di libertà e di autogestione. Questo luogo è la copertura dei fascisti in città”, spiegano i manifestanti.

Arrivato in piazza di porta Santo Stefano, il corteo è accolto dai collettivi di Atlantide, che dai gradini del cassero sotto sgombero espongono lo striscione “Strana Bologna. Lesbiche, trans, gay, queer, etero contro il fascismo”. Come sottolineano le Mujeres libres: “Le lotte queer, femministe e lesbiche vanno di pari passo con la lotta antifascista”.

Quando la manifestazione raggiunge l’inizio di via Murri, tra fumogeni e grossi petardi, uno striscione viene calato dai ponteggi di un cantiere: “Apriamo spazi di libertà”. Dalla finestra di un palazzo che si trova lungo il percorso del corteo, un residente si affaccia per salutare i manifestanti, a pugno chiuso e sventolando una bandiera rossa con “Che” Guevara. Numerose, del resto, le persone del quartiere che spuntano dalle finestre quando passano gli antifascisti. Sempre lungo via Murri, lo scoppio di un petardo e diverse scritte danneggiano una filiale dell’Unicredit.

Dal sound system si ricordano l’assassinio di Nicola Tommasoli a Verona, la strage di ambulanti senegalesi a Firenze ed il più recente accoltellamento subito da un 25enne a Trento: “In Italia, in Europa, i fascisti uccidono”. Lasciando via Murri, la manifestazione imbocca via Malvolta e poi via Romagnoli, passando a pochi metri dalla sede di Casapound, protetta dalla celere in antisommossa e da tre blindati. La SambaLotta suona e balla davanti ai cordoni degli agenti, tra numerosi fumogeni multicolore. Quando il corteo prosegue lungo il proprio percorso, dalla coda parte un lancio di fumogeni e petardi verso la sede di Casapound e la celere che la difende. Poi tutti i manifestanti defluiscono lungo via Romagnoli e poi via degli Orti, Dagnini, Sigonio e Mazzini. In zona c’è il negozio di Biagetti,proprietario della sede affittata dai neofascisti in via Malvolta: “Biagetti complice dei fascisti, ipocrite- si scandisce dal sound system- le sue prese di distanza da Casapound”.

La manifestazione, alla fine, si conclude a porta Mazzini con una “Taz”: ad essere occupato temporaneamente è un ex distributore di benzina in disuso, che per la serata ospiterà musica e socialità.

da zic.it

“Non smetteremo di lottare per il diritto all’abitare”

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Ieri manifestazione promossa da Asia e Usb fino in Prefettura, che ha accettato di aprire un confronto su stabili sfitti ed emergenza abitativa.

Dall’occupazione di via Irnerio 13/15 fino in Prefettura, per chiedere risposte concrete per il diritto all’abitare: si è svolta così, ieri, la manifestazione promossa da Asia e Usb. Una “grande, bella e combattiva manifestazione contro il decreto Renzi-Lupi, per la stabilizzazione delle occupazioni- racconta il sindacato di base- e che si è conclusa solo quando la Prefettura ha accettato, nero su bianco, di aprire il confronto con noi sugli stabili sfitti e l’emergenza abitativa. E’ un primo passo ma il cammino è ancora lungo, abbiamo buona compagnia e gambe ottime per percorrere la giusta strada!”.

 Continua il comunicato: “Un ringraziamento va a tutte quelle persone che tutti i giorni combattono per vedere riconosciuto il diritto all’abitare come sancito dalla Costituzione, e a tutti i Compagni e alle Compagne che stanno pagando la repressione di Stato con arresti domiciliari a fogli di via di stampo reazionario, sappiamo che sono al nostro fianco e continuano la lotta insieme a noi, perchè la gente come noi non molla mai! Prossimo appuntamento per martedì prossimo alle 17 presidio sotto la Prefettura durante l’incontro Asia-Usb e Prefettura”.

da zic.it

Protesta contro il Jobs Act “sgombera” iniziativa del Pd

Ieri sera all’hotel “I portici” di via Indipendenza. Ross@: “Dal Pd svolta autoritaria e antipopolare”. Noi restiamo: “Con Jobs Act lavoro sempre più precario”. La Procura apre subito un fascicolo.

Brutta sorpresa, ieri sera, per il Pd. Il partito di Matteo Renzi, infatti, ha dovuto annullare un’iniziativa elettorale organizzata all’hotel “I portici”, in via Indipendenza, con la partecipazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Sandro Gozi. Questo in seguito alla contestazione scaturita da un presidio contro il Jobs Act convocato da Ross@.

Ricostruisce la serata un comunicato diffuso da Noi Restiamo: “I compagni della campagna Noi Restiamo assieme alla Rete dei Comunisti, al sindacato Usb, a Ross@ e Asia sono entrati nel luogo in cui doveva avvenire la presentazione dei candidati alle elezioni europee del Pd. All’indomani dell’indecente approvazione sulla fiducia, in Senato, del decreto legge ‘Jobs Act’, la nuova trovata per creare posti di lavoro sempre più precario e sempre meno pagato, indetto dal Pd, un nucleo variegato di lavoratori, studenti, occupanti di case e migranti ha occupato la sala e impedito l’incontro contestando questo partito falsamente democratico. Falsamente perchè difende e sostiene il fatto, in maniera completamente autoritaria, che per risolvere i problemi attuali la soluzione sia continuare a supportare il progetto politico dell’Unione Europea, subendo le catastrofiche conseguenze delle politiche di austerità e dominio economico che questa impone”.

Questo, invece, il commento di Ross@: “Non ci meravigliano le reazioni dei dirigenti del Pd e neppure di certi giornalisti che trovano comodo scandalizzarsi sulle modalità di una contestazione rilanciando vecchi e nuovi allarmismi. Quello che cercano di nascondere sono le gravi responsabilità del PD e del suo segretario, Matteo Renzi, che stanno attuando nel nostro paese una svolta autoritaria antidemocratica ed antipopolare. La gravità della situazione è stata confermata ieri dall’ennesimo voto di fiducia richiesto dal Governo sul Decreto Poletti (Job Act). Un decreto e un disegno di legge che precarizza a vita i lavoratori, cancellando tutele e garanzie, favorendo per l’ennesima volta un padronato italiano capace di primeggiare solo nella capacità di ricatto sui lavoratori e nell’evasione fiscale”. Ross@, dunque, promette di andare avanti: “Noi continueremo a promuovere iniziative e organizzazione per dare gambe ad un movimento di resistenza popolare e solidale contro il Governo Renzi e contro il potere e i vincoli che ci vengono imposti dalla Unione Europea, per reagire a questa politica fatta di demagogia e autoritarismo”.

Il Pd di Bologna, nel frattempo, ha fatto reso noto che farà denuncia rispetto ai fatti di ieri sera. Altrettanto celermente, la Procura ha fatto sapere che verrà aperto un fascicolo: verranno contestati i reati di violenza privata aggravata e invasione di edifici.

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Per un Primo maggio di conflitto!

8699697896_cbb3e9e271La manifestazione del primo maggio rappresenta per noi un’altra tappa di quel percorso di lotta che ha visto nelle giornate del 18 e 19 ottobre scorso il momento più alto ed importante del movimento di opposizione alle politiche di austerity nel nostro Paese.

E’ necessario quindi che un blocco sociale composto da lavoratori e lavoratrici di tutti i settori, immigrati, disoccupati, attivisti per il diritto all’abitare e agli spazi di socialità, giovani, precari, studenti e pensionati scenda in piazza unitariamente contestando apertamente le politiche della Troika, del Governo Renzi come di quelli locali che stanno producendo miseria e chiusura degli spazi di democrazia.

Per questo pensiamo sia importante che  il primo maggio sia data visibilità alle lotte per il diritto ad un lavoro e ad una vita dignitosa, per un reddito comunque garantito, per il diritto all’abitare, in difesa degli spazi di socialità e di democrazia.

Il primo maggio cogliamo l’occasione, che qualcuno vorrebbe trasformare in una fiera delle banalità all’interno della quale annullare i diversi interessi in campo, a favore del padronato e di chi produce politiche anti sociali; per rilanciare e dare visibilità a quel conflitto sociale sempre più necessario

Andare oltre il 12 aprile ricomponendo i diversi conflitti contro il nemico comune con cui ci battiamo e che porteremo nelle piazze anche nei prossimi mesi in particolare durante il semestre europeo di presidenza italiana.

Una manifestazione quella del primo maggio che partirà da Piazza di Porta Ravegnana (due torri) e proseguirà per le vie del centro cittadino per concludersi in Piazza xx settembre.
Per quella data, a fronte del diniego del Sindaco di emettere una ordinanza di chiusura delle attività commerciali, è stato proclamato uno sciopero dell’intera giornata per i lavoratori del commercio e che il corteo sosterrà con determinazione nei confronti di vorrebbe comunque rimanere aperto.

PRIMO MAGGIO – ORE 10.00
Bologna, Piazza di Porta Ravegnana (sotto le due torri)

> Prime adesioni:  Unione Sindacale di Base, Ross@, Xm24, Rete dei Comunisti, Asia/USB, Carovana per Bruxelles 2014, Associazione Controcorrente, No People Mover, Centro Studi Occupato Noi Restiamo, Associazione Controcorrente, Lazzaretto autogestito, Partito Comunista Lavoratori

Alla Manifestazione stanno aderendo e hanno garantito la partecipazione anche altre Organizzazioni politiche e sociali

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Continua la mobilitazione contro il piano casa: “Sfrattiamo Renzi!”

Ieri la manifestazione di Asia, ricevuta delegazione in prefettura: “Impegnata a farsi portavoce del disagio”.

Dopo il presidio di ieri in prefettura alcuni rappresentanti di Asia Usb e Noi Restiamo sono stati ricevuta da un rappresentante del prefetto.

“La delegazione ha illustrato tutte le contrarietà al decreto – scrive il sindacato in una nota – e ha impegnato la prefettura a farsi portavoce del disagio, che vorrebbe colpire quasi 200 cittadini che fanno parte dell’Associazione e che abita nelle occupazioni arricchendo il territorio dal punto di vista sociale riconosciuto da tutte le istituzioni, presso il Governo Renzi”.

da zic.it

Occupazione via Toscana, dopo il presidio “un piccolo passo”

Ieri manifestazione davanti alla sede della Carisbo, che è proprietaria dell’immobile. Asia-Usb: “L’apertura al dialogo che chiedavamo da un’anno ai rappresentanti della banca è stata presa in considerazione”.

asia3Un piccolo passo sul cammino per il diritto all’abitare

Gli sviluppi,  grazie al centinaio tra militanti dell’Asia-Usb Bologna e  “Noi Restiamo” che  insieme a gli abitanti delle occupazioni  di via Toscana e via Irnerio hanno dato vita al presidio davanti alla sede della Carisbo di via Farini, ci rendono moderatamente ottimisti.

L’apertura al dialogo che chiedavamo da un’anno ai rappresentanti della banca è stata presa in considerazione e le proposte che la delegazione di Asia-Usb  e abitanti di via Toscana hanno portato al tavolo con i rappresentanti dell’istituto bolognese verranno riferite ai vertici che si occupano dell’immobile occupato.

E’ un piccolo passo, ma necessario, per rompere quel muro che era stato costruito intorno alle lotte per il diritto all’abitare della nostra città.

Ora la palla passa all’Amministrazione comunale troppo timidamente nascosta in questi mesi, si faccia carico delle sue responsabilità e mantenga fede nella costruzione di quel tavolo di trattative con  Prefettura,Comune, Asia-Usb  e proprietari degli stabili occupati, che chiediamo da mesi,  di sanare le occupazioni e per rispondere alla richiesta di soluzioni abitative e Diritto all’abitare di tutti i cittadini che risiedono sul territorio bolognese.

Ma la nostra battaglia di resistenza e di richiesta che il diritto all’abitare venga applicato, non si conclude certamente qui .

La Campagna “SUPPORT THE SQUAT”  che abbiamo lanciato il 21 febbraio con il presidio sotto l’ Ospedale S.Orsola, proprietario della stabile occupato di via Irnerio, e proseguito ieri con quello sotto la Carisbo, Continuerà con l’assemblea cittadina  “DALLE OCCUPAZIONI ALLA CAROVANA” che il 26 Febbraio porteremo in via Zamboni  38 e  toccherà le tematiche della cittadinanza e dei diritti negati, da quello all’abitare a quello della libera circolazione dei migranti e alla dignità  per, ormai, tutti i cittadini ,a proseguire la serata  festa di finanziamento per le occupazioni .

La Casa è un diritto non ci fermeremo.

Asia-Usb 

da zic.it

Via Irnerio, la “soluzione” del Comune è un tavolo di confronto

Messa alle corde dalla protesta di ieri, l’amministrazione chiede al Sant’Orsola di posticipare lo sgombero. Gli occupanti: “nessuna soluzione concreta, solo uno scarico di responsabilità”.

asia2Con una nota congiunta degli assessori alla casa e alle politiche sociali, diffusa in giornata, il Comune prova a intervenire nella vicenda del Cso Terzo Piano, sotto sgombero da parte dell’Azienda Ospedaliera Sant’Orsola. I due assessori fanno sapere di “essersi attivati” nei confronti della proprietà perché sospenda per il momento le operazioni di sgombero, in attesa della convocazione da parte del Prefetto di un tavolo di discussione “sul tema dell’emergenza abitativa in città”, che dovrebbe coinvolgere gli enti pubblici proprietari di immobili sfitti.

Sostanzialmente nulla di nuovo dunque rispetto a quanto affermato già ieri, in un incontrocon gli occupanti del Cso Terzo Piano a seguito della protesta di questi ultimi in consiglio comunale. L’Amminstrazione, messa alle corde dalle lotte di questi mesi e dai numeri dell’emergenza abitativa, prova a prendere tempo, mascherando la mancanza di qualsiasi risposta concreta dietro l’attivazione di presunti percorsi di mediazione. Un gioco allo scarico di responsabilità tra istituzioni cittadine che tra l’altro ricorda molto da vicino le vicende di un anno fa dello sgombero di Bartleby, quando il Comune si pose in un ruolo di finto mediatore tra il collettivo e l’Università, e di fatto avallò lo sgombero dello spazio sociale di via Petronio Vecchio. Si ripropongono le stesse dinamiche?

La nota arriva come tentativo di risposta alla giornata di protesta di ieri quando gli occupanti di via Irnerio, insieme a quelli delle scuole Ex Ferrari e ad Asia Usb, hanno portato a Palazzo d’Accursio le ragioni della loro lotta, trovando la porta sbarrata da un ingente spiegamento di polizia. Solo dopo che con grande determinazione i manifestanti sono riusciti a far entrare una delegazione all’interno del palazzo l’Amministrazione si è sentita in dovere di dare una risposta.

Via Irnerio, Sant’Orsola conferma: “Sgombereremo”

11947207565_080f03fdabOggi presidio degli occupanti alla sede dell’azienda ospedaliera, che non retrocede sull’intenzione di sfrattare tutti e mettere all’incanto lo stabile. Asia: “Metà delle aste a vuoto, non c’è necessità”. I comunicati di Taksim e Cso TerzoPiano.

Presidio davanti alla sede amministrativa del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi questa mattina per gli attivisti di Asia-Usb e gli occupanti dei via Irnerio 13, di proprietà dell’azienda ospedaliera, in seguito alla lettera di sgombero ricevuta nei giorni scorsi.

C’erano famiglie con bambini, studenti e precari, oltre alla presenza solidale degli occupanti delle ex Scuole Ferrari, di Taksim e di SocialLog. Hanno protestato davanti all’ingresso e rivendicato il diritto ad entrare nello stabile, ma un cordone di polizia in tenuta antisommossa ha impedito l’accesso.

Dopo una breve trattativa gli occupanti sono riusciti ad ottenere un incontro con l’Azienda al termine del quale però, come riferisce uno degli attivisti,  il Sant’Orsola ha confermato che “continuerà a portare avanti la richiesta di sgombero – riferisce un attivista – e che intende svolgere la seconda asta per l’alienazione dello stabile”, tuttavia “sappiamo bene che metà del patrimonio pubblico che viene messo all’asta non viene venduto, quindi non c’è la necessità di uno sgombero”.  Asia risponde anche alle accuse che vi siano “problemi strutturali dell’edificio”: i vigili del fuoco infatti,  “hanno effettuato un sopralluogo certificando che non c’è pericolo di crollo, come si poteva facilmente immaginare vista la presenza di esercizi commerciali”.  Gli occupanti  ribadiscono quindi  la volontà di resistere anche in caso di intervento delle forze dell’ordine per evitare che “14 famiglie finiscano di nuovo per strada” e annunciano un’altra giornata di mobilitazione per lunedì.

* * *

> Il comunicato dello Studentato Occupato Taksim:

Solidarietà ad Asia-Usb!
Nessuno sgombero per l’occupazione abitativa di via Irnerio!

Oggi abbiamo avuto un’ulteriore conferma di come le istituzioni cittadine, in questo caso il Policlinico Sant’Orsola, continuano a non mettere al centro delle proprie politiche la questione abitativa che in una città come Bologna, sotto gli effetti della crisi, colpisce sempre di più studenti, lavoratori, famiglie e migranti. Si preferisce continuare a speculare sul patrimonio pubblico lasciato vuoto (non ci risulta che in via Irnerio fosse attivo un servizio ospedaliero…) svendendolo a privati, come accadrà per lo stabile di via Irnerio, piuttosto che pensare al presente delle 14 famiglie che vi abitano. Nessuno sgombero fermerà la nostra lotta per la dignità e la giustizia sociale. Una sola grande opera: casa, reddito e dignità per tutt*!

S.tudentato O.ccupato Taksim

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